Molti hanno pagato questo sogno con la vita. La prima ascensione dell'Eiger fu effettuata l'11 agosto 1858 dall'alpinista irlandese Charles Barrington con le guide Christian Almer e Peter Bohren; la squadra seguì quella che è oggi la via normale sul versante occidentale. Volevo essere veloce, volevo raggiungere un obiettivo che era solo mio. [14], L'evento fu molto amplificato dalla propaganda della Germania nazista, con i quattro alpinisti che vennero ricevuti da Adolf Hitler in un incontro ampiamente coperto dai media dell'epoca. Molto più dura e proibitiva la parete nord della montagna che, in … Il divieto da parte delle autorità svizzere di scalare la Parete Nord non bastò ad evitare altre vittime. Il giorno successivo, 23 luglio, vide le due cordate unirsi in una, con i tedeschi davanti, guidati da Heckmair, e gli austriaci dietro, con Harrer a chiudere la cordata e recuperare il materiale. Scalare la parete nord dell’Eiger, 3.970 metri di colosso nell’Oberland Bernese, è nella lista dei desiderata di molti alpinisti, completa la wishing list di quanti aspirano a portare a casa il trittico delle grandi Nord delle Alpi - Cervino, Eiger, Grandes Jorasses – e si presenta come un … Anche due alpinisti italiani, Valdagno Bortolo Sandri e Mario Menti, perirono sulla Nordwand nel 1938. A quel punto Brandler e Buschmann tornano indietro, I due tedeschi, completata l'ascensione, muoiono per sfinimento durante la discesa sul versante occidentale. Nel 1975 Clint Eastwood diresse il film Assassinio sull'Eiger, tratto dal romanzo, con lui stesso come protagonista insieme a George Kennedy. La cordata riuscì a salire fino ad una quota di 2.900 m, poi si ritirò. La prima salita femminile (e cinquantesima assoluta) fu effettuata nel 1964 dall'alpinista tedesca Daisy Voog. Dalla vetta dell'Eiger si dipartono due creste secondarie: una scende in direzione ovest verso il colle della Kleine Scheidegg, l'altra digrada verso sud-ovest. Lo so, scalare la parete nord dell'Eiger in due ore e quarantasette minuti è una impresa che non cambia i destini del mondo. Nel 1936 sulle Alpi l’unica delle grandi pareti ancora da scalare era la Nord dell’Eiger, che con i suoi 1800 metri era la più alta e la più difficile. 1962: la prima italiana sulla Nord dell'Eiger, Le grandi pareti Nord. Membro di una cordata di quattro persone spinte dalla propaganda nazista del tempo a superare i limiti della natura a costo della vita, Toni Kurz ha visto morire ad uno ad uno i suoi compagni sulla parete (a causa di una valanga nel tentativo disperato di ritirata a causa del brutto tempo), restando intrappolato ad una corda e sospeso alla parete per più di un giorno. Il 10 agosto, ottavo giorno di permanenza degli italiani sulla parete, Longhi si ritrovò con le mani congelate e scivolò nei pressi del Ragno bianco, restando bloccato su una cengia molto esposta. Ha guidato la spedizione cui si deve la prima ascesa della parete sud dell’Annapurna e quella che ha realizzato la prima salita alla parete sud-ovest dell’Everest, quando Doug Scott e Dougal Haston furono i primi inglesi a raggiungerne la cima. Dei sei che uniscono le forze sulla parete tre sono svizzeri, uno austriaco e due polacchi, Il 24 salgono dal nido di rondine alla vetta in quattordici ore; è la prima delle salite lampo della giovane generazione di guide elvetiche, Jean Braun, Bernard Meyer, André Meyer, Michel Zuckschwert, Primo tentativo britannico. Si tratta di una vera e propria parete himalayana, una delle poche presenti nelle Alpi (tra le altre da citare è la Parete Est del Monte Rosa), con uno sviluppo verticale di oltre 1800 metri e perennemente nascosta ai raggi del sole, per questo motivo presenta ampie zone di neve perenne e ghiacciai ed è soggetta a numerose frane . Nel 1957 vi fu un'altra tragedia che ebbe vasta risonanza mediatica. I due Italiani si erano uniti ad una cordata tedesca con l'intento di raggiungere tutti insieme la vetta, purtroppo a causa del sopraggiungere del maltempo furono costretti a 8 giorni di bivacchi in parete, durante i quali Longhi si ritrovò con le mani congelate cadendo poi successivamente su una cengia molto esposta. La cresta Mittellegi fu salita per la prima volta il 10 settembre 1921 da Fritz Amatter, Samuel Brawand, Yuko Maki e Fritz Steuri. I due erano quindi riusciti a raggiungere la vetta, a notte fonda, per poi morire durante la discesa, forse di sfinimento o travolti da una valanga. La salita è stata eseguita sempre lungo la Via Heckmair, ma a differenza del suo record del 2008 questa volta anche Steck, come Arnold nel 2011, ha usufruito di corde fisse nel traverso Hinterstoisser. Nonostante tutto l'aura tetra dell'Eiger, che proietta da sempre la sua ombra sul piccolo paesino di Grindelwald, colpisce ancora oggi l'occhio dell'escursionista o del turista intento ad aspettare il treno nella piccola stazione di Kleine Scheidegg, diretto verso il balcone panoramico dello Jungfraujoch. I media locali impazzirono riguardo a questa impresa, tanto che il gruppo venne ricevuto da Adolf Hitler, Ancora oggi in onore a Andreas Heckmair è presente la Via Heckmair, Nel 1957 un'altra tragedia scosse l'ambiente alpinistico italiano, con la scomparsa sulla Nordwand di Stefano Longhi e il salvataggio in extremis del suo compagno Claudio Corti. Nel 1962, a ventiquattro anni dalla prima salita compiuta da Harrer e Heckmaier, nessun italiano era ancora arrivato in vetta all’Eiger dalla parete Nord. Quasi alla fine della discesa, il gruppo fu appunto travolto da una valanga: Angerer, Rainer ed Hinterstoisser morirono immediatamente, mentre Toni Kurz morì di sfinimento il giorno successivo, nonostante i tentativi di salvarlo da parte di un'apposita squadra di soccorso.[13]. La parte nord misura 1600 m di dislivello circa, quasi completamente verticali, mentre il dislivello a partire dalla base erbosa raggiunge i 2300 m circa di prominenza. Corti è tratto in salvo da, Hias Noichl, Lothar Brandler, Herbert Raditschnig, Scendono dal bivacco della morte il secondo giorno, con Noichl ferito, Considerata in origine la tredicesima salita, diventa la quindicesima dopo il riconoscimento dell'ascensione di Wyss e Gonda e il ritrovamento dei cadaveri di Nothdurft e Mayer, periti in discesa, dopo aver raggiunto la vetta, I due svizzeri, muratori entrambi, hanno molta fortuna e grande volontà. [4] In discesa il gruppo fu guidato da Harrer, che conosceva meglio la via normale avendola già percorsa alcune settimane prima; a causa della scarsa visibilità, però, sbagliò percorso più volte, e gli alpinisti dovettero anche risalire per un centinaio di metri per ritrovare la via corretta. L'impresa è notevole anche perché la salita è caratterizzata da notti gelide (è settembre) e molto ghiaccio in parete, Impresa notevolissima date le severe condizioni invernali, che costringono i quattro alpinisti a sei bivacchi in parete con temperature fino a -10 Â°C. Entrambi forti alpinisti, parteciperanno alla spedizione elvetica al Dhaulagiri nel 1960. [3] Nel 1924 vi fu la prima salita scialpinistica, effettuata salendo dal ghiacciaio Eiger. Poco dopo, superato il Ragno bianco, Corti fu colpito alla testa da una scarica di pietre e cadde per una ventina di metri: impossibilitato a proseguire, fu lasciato su un'altra cengia, nella tenda da bivacco dei due tedeschi, i quali puntarono a raggiungere la vetta per poi discendere a valle a cercare aiuto. Poco pratici della zona, sbagliarono l'attacco della via, e procedettero molto lentamente. Il 31 luglio 1876 George Edward Foster con le guide Hans Baumann ed Ulrich Rubi raggiunge la vetta passando per la cresta sud, dopo aver raggiunto il colle Eigerjoch risalendo il ghiacciaio Eiger. Nel frattempo una cordata di emergenza di soccorritori, guidata da Riccardo Cassin, riuscì a salire sulla via normale recuperando Corti, per Longhi non ci fu nulla da fare e morì il giorno dopo. Siamo nell’agosto del 1962: Armando Aste, Pierlorenzo Acquistapace, Gildo Airoldi, Andrea Mellano, Romano Perego, Franco Solina salgono la terribile Parete Nord dell’Eiger: è la prima italiana Volevo essere veloce, volevo raggiungere un obiettivo che era solo mio. Questi ultimi potevano contare sugli allora nuovissimi ramponi a 12 punte, mentre Kasparek aveva dei ramponi classici a 10 punte (senza punte frontali), e Harrer aveva solo degli scarponi chiodati, senza ramponi. Quel giorno ce n’erano un paio in azione. Gli alpinisti incontrarono condizioni meteorologiche pessime, con la parete inoltre resa quasi impraticabile dalle incrostazioni di ghiaccio e dalla neve che si depositava di continuo. [4] I tempi furono notevolmente accorciati da Peter Habeler e Reinhold Messner, che nel 1974 completarono l'ascensione della parete nord in 10 ore,[4]. Nel 1890 ebbe luogo la prima salita invernale, effettuata da Mead e Woodroffe, con le guide Ulrich Kaufmann e Christian Jossi. Hinterstoisser riuscì ad oltrepassare il passaggio chiave della via, un lungo traverso esposto che oggi porta il suo nome (traversata Hinterstoisser). !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)? Osservando l'Eiger da Grindelwald, da Wengen, o dalla stazione ferroviaria di Kleine Scheidegg, esattamente ai suoi piedi, l'impressione che si ha è esattamente quella di un gigante oscuro. La tragica storia di Toni Kurz è stata anche ripresa da Philipp Stolzl nel film del 2008 "The North Face". [28], Tra il 27 ed il 31 dicembre 1963 venne compiuta la prima discesa della parete nord (in precedenza, i salitori scendevano per la via normale), ad opera di tre guide svizzere, che nel corso dell'operazione recuperarono i corpi degli alpinisti spagnoli Ernesto Navarro e Alberto Rabadá, morti sul Ragno bianco il 15 agosto precedente. La ferrovia ha due stazioni intermedie in galleria all'interno dell'Eiger, la Eigerwand e la Eismeer, che rappresentano due punti panoramici rispettivamente sulla parete nord dell'Eiger e sul ghiacciaio di Grindelwald (Grindelwaldgletscher). Per me, però, assume un valore molto importante. La seconda ipotesi si rifa al latino acer, mediato dal francese aigu nel senso di "acuto, appuntito", rifacendosi alla forma della montagna. Per "stracciare" il suo precedente record del 2007 Steck ha perso 5 kg di peso ed è salito solo con 1 chiodo da ghiaccio, 2 moschettoni a ghiera, 2 moschettoni, 1 rinvio e una corda 7 mm da 30 m che gli ha consentito di alleggerire lo zaino di 3 kg. La parete nord dell’Eiger è stata ed è, ancora oggi, per molti alpinisti, estasi e tormento insieme. La prima si rifà al nome altotedesco Agiger o Aiger, che si immagina essere stato il nome del primo colono ai piedi del monte. I quattro si allenano sulle Alpi orientali per buona parte dell'anno precedente e dispongono di un ottimo equipaggiamento (22 kg a testa), che include 180 metri di corda di nylon per le doppie in caso di ritirata e speciali martelli da ghiaccio in luogo delle tradizionali piccozze a manico lungo. 'http':'https';if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+'://platform.twitter.com/widgets.js';fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, 'script', 'twitter-wjs'); Questo contenuto si è rivelato utile ? Nel 1935 Max Sedlmayr e Karl Mehringer di Monaco fecero il primo tentativo attraverso il muro centrale. Il film tedesco North Face - Una storia vera del 2008 descrive il tentativo di salita della Parete Nord di Andreas Hinterstoisser e Toni Kurz del 1936. piccola stazione di Kleine Scheidegg, diretto verso il balcone panoramico dello Jungfraujoch. Tra le altre scalai con Giovanni Brignolo la parete nord del Cervino e per un soffio mancammo la cima a causa del solito maltempo che ci perseguitò per tutta la salita. Due anni dopo nasce Kate. Per me, però, assume un valore molto importante. Tra queste pareti, le pareti nord dell'Eiger, del Cervino e delle Grandes Jorasses sono considerate le più difficili del gruppo e conquistare questa "trilogia" è un'ambizione degli alpinisti più preparati. La via normale segue l'itinerario percorso dei primi salitori nel 1858. 7-11 gennaio 2006 - Prima ripetizione, prima solitaria e prima invernale di Ueli Steck. Affrontare una scalata sulla parete nord dell’Eiger, un “grido di pietra” (se mi è concessa una citazione) che ha già sconfitto Jonathan in passato. Brewster precipita dalle rocce sopra il secondo nevaio e muore per le ferite riportate. Il tempo di percorrenza è valutato in 6 ore per la salita e 3-4 ore per la discesa. Tutte le facce della montagna sono assai scoscese. Mentre scalano la parete nord dell’Eiger, dagli alberghi a valle i giornalisti seguono con attenzione l’evolversi della ascensione. L'Eiger da est: in primo piano la cresta Mittelegi che separa la parete sud a sinistra, al sole, dal versante nord-est a destra, all'ombra. La mattina del 24 luglio le condizioni del tempo erano ancora avverse. LA STORIA DELL'EIGER: LA PARETE PIÙ SPAVENTOSA DELLE ALPI. Il primo ebbe luogo nel 1934, da parte degli alpinisti tedeschi Willy Beck, Kurt Löwinger e Georg Löwinger. Restano bloccati in parete i due italiani. Eliminare - oppure sanzionare per usare il gergo del Drago - uno degli scalatori impegnati nell’impresa: un tedesco zoppo, un ricco austriaco e un francese con la … Nel 1962, a ventiquattro anni dalla prima salita compiuta da Harrer e Heckmaier, nessun italiano era ancora arrivato in vetta all'Eiger dalla parete Nord, la terribile Nordwand. La parete nord dell'Eiger rappresentò a lungo un problema alpinistico insolubile. [4][21], Un evento particolare fu quello verificatosi tra il 26 ed il 28 luglio 1952. La prima salita all parete nord dell’Eiger viene aperta nel 1938 da Heinrich Harrer , Fritz Kasparek e Wiggerl Vorg. Durante il tentativo furono raggiunti da una cordata tedesca che attaccava all'incirca la stessa linea degli americani con tecnica himalayana. Lo so, scalare la parete nord dell'Eiger in due ore e quarantasette minuti è una impresa che non cambia i destini del mondo. Per questa prima ascesa alla cima fu seguita la via più agevole, ovvero la parete occidentale dell’Eiger. I primi scalatori impiegarono 3 giorni a salire la parete nord, ma già nel 1950 Leo Forstenlechner ed Erich Wascak riuscirono a completare l'ascensione in giornata, impiegando circa 18 ore; lo stesso tempo verrà impiegato da Michel Darbellay nel 1963 per salire la parete in solitaria. La stazione di partenza alla Kleine Scheidegg offre un'ottima visuale della parete nord dell'Eiger, e permette quindi di seguire (con l'ausilio di cannocchiali e binocoli) le cordate che ne tentano la salita. [26], Nel 1961 fu realizzata la prima salita invernale della parete nord: i salitori furono Toni Kinshofer, Anderl Mannhardt, Walter Almberger e Toni Hiebeler. Tuttavia, l'ultimo nodo, più grosso degli altri, non riuscì a passare dentro al moschettone, fatto che determinò la morte di Toni Kurz, ormai stremato, appeso alla Nordwand, lì a pochi metri dai suoi soccorritori. In questa sezione sono descritte alcune delle vie alpinistiche sull'Eiger. Di nuovo legati in una cordata unica, i quattro ripartirono, sempre con Heckmair alla testa, seguito da Vörg, quindi da Harrer che poteva così aiutare l'infortunato Kasparek. Il primo a scalare la vetta fu l’irlandese Charles Barrington, insieme alla sua squadra, l’11 agosto del 1858. [4], Sempre nel 1963, Walter Bonatti effettuò un tentativo in solitaria; partito il 31 luglio, giunse in giornata sopra al secondo nevaio, ma fu investito da una frana in seguito alla quale riportò la frattura di una costola. Il divieto da parte delle autorità svizzere di scalare la Parete Nord non bastò ad evitare altre vittime. La squadra salì in vetta per la via normale, senza incontrare traccia dei tedeschi, che sembravano spariti nel nulla; armarono un complicato meccanismo di carrucole e cavi con il quale, il giorno dopo, Alfred Hellepart fu in grado di raggiungere e salvare Claudio Corti. La scalata si rivela drammatica, alla cordata dei due italiani si … Vi fu anche un tentativo italiano, da parte degli alpinisti di Valdagno Bortolo Sandri e Mario Menti; partiti il 21 giugno, i due morirono cadendo in prossimità della "fessura difficile", nella parte bassa della parete. Peter gli chiese perché non salivano, ma erano stanchi. Circa cinquant'anni più tardi, in un beneficio, abbiamo la prima testimonianza del nome in lingua tedesca: "under Egere". Alto), e Ger è il nome di una lancia usata dai popoli germanici: Hej-ger significherebbe dunque: l'alta lancia, un nome comunque ispirato dalla sua forma appuntita. Giunti alla "rampa", i due gruppi si alternarono alla guida, e si fermarono a bivaccare a metà della "rampa". Il 20 luglio Heckmair e Vörg erano saliti alla cosiddetta "grotta del bivacco", nella parte bassa della parete, dove il 21 mattina furono raggiunti prima da Kasparek e Harrer, poi da una seconda cordata, composta dai viennesi Freissl e Brankowski. I due, dotati di forza non comune e di un coraggio che rasenta la temerarietà, scendono di notte lungo il versante ovest, Ancora due svizzeri, che salgono veloci come Diemberger e Stefan. Si trova nelle Alpi Bernesi, in prossimità delle località di Grindelwald e Wengen. Nel 1932, la cosiddetta Via Lauper è riuscita in questo modo alla vetta. La via normale si sviluppa sul versante occidentale. Ueli Steck e il record sulla Nord dell'Eiger Ricordiamo la scomparsa di questo grande alpinista con il video della sua salita lampo dell'Eiger 03 maggio 2017 Un appassionato, un visionario: questo è Ueli Steck, la cui scomparsa ci riempie il cuore di tristezza. Anche se è più corta di altre più note, la via ha uno dei tiri più difficili di tutta la parete. Claudio Corti ricevette molte critiche, e vi fu chi arrivò ad accusarlo di avere ucciso i due alpinisti tedeschi per impossessarsi della loro tenda (quest'accusa fu completamente cancellata dal successivo ritrovamento dei corpi dei due alpinisti). Heckmair fu il primo a scalare la parete nord dell'Eiger nel 1938, insieme a Ludwig Vorg e a una cordata austriaca, formata da Fritz Kasparek e Heinrich Harrer. Le grosse difficoltà della parete sono soprattutto di carattere ambientale oltre che tecniche dovute alla verticalità e all'elevata quota altimetrica raggiunta: a causa della sua esposizione, infatti, presenta ampie zone di neve perenne e ghiacciai, ed è soggetta a numerose frane, distacchi e scariche di pietre, soprattutto nella stagione estiva, a causa del disgelo diurno da parte del ghiaccio. Il report di Francesco Rigon che a gennaio insieme a Edoardo Saccaro ha ripetuto la storica via Heckmair sulla parete nord dell’Eiger in Svizzera. Interrogato sulle ragioni del suo ritiro, dichiarò che "Nessuna montagna vale la vita". Due giovani militari tedeschi, Toni Kurz e Andreas Interstoisser, tentano l’impresa, nonostante il divieto del loro comandante. Nel luglio del 2006 una frana di oltre 500.000 metri cubi di roccia si è staccata dalla parete est. Nel suo libro Harrer tenta una ricostruzione degli eventi, basandosi sulle dichiarazioni rese da Claudio Corti in più occasioni, su quelle di testimoni oculari (che seguivano gli eventi dalla Kleine Scheidegg), e su interviste e scambi epistolari con i protagonisti del soccorso. Per quanto riguarda l'origine del nome, esistono tre ipotesi. Le tre cordate via via si unirono fino a formare una cordata unica, a lungo condotta da Buhl, fino all'ultimo giorno, quando, ormai sfinito, fu sostituito alla testa da Jöchler per il tratto terminale. Il fatto di esserci riuscito in qualche modo ha cambiato anche la … Tom e la sorella Kate sin da piccoli sono stati coinvolti nella passione per l’alpinismo ereditato dalla madre, che aveva scalato la parete Nord dell’Eiger proprio mentre era incinta di Tom. [25] Successivamente al rinvenimento dei corpi dei due tedeschi sul versante occidentale, in un'edizione riveduta del suo libro pubblicata per la prima volta nel 1964 Harrer rettificò in parte le sue precedenti dichiarazioni, sollevando Corti da ogni responsabilità per la sorte dei due tedeschi, ma continuando a sostenere la scarsa preparazione e l'inidoneità di Corti al tentativo del 1957. Le due cordate decisero di unire le forze ed iniziarono ad attrezzare la parete con corde fisse. L'impresa fu estrema, il gruppo dovette affrontare diverse difficoltà ambientali e fu costretto a 3 giornidi bivacco in parete. All'epoca si trattò del più importante sforzo internazionale in una scalata sulle Alpi.[22]. Il quadro che ne trae Harrer denota un'estrema inaffidabilità delle dichiarazioni di Corti; l'autore si spinge anche a sollevare parecchi sospetti sul comportamento del superstite, in particolare sulla sorte dei due compagni tedeschi, e solleva parecchi dubbi sul grado di preparazione di Corti. Pochi giorni dopo, l'altoatesino Reinhard Patscheider completò la salita in un tempo appena superiore (5 ore). [23][24], Particolarmente critico con Corti fu Heinrich Harrer, nel suo libro Il ragno bianco, pubblicato nel 1959. “Scalare correndo la parete nord dell’Eiger in due ore e quarantasette minuti non ha alcun senso. Cima Grande di Lavaredo, Pizzo Badile, Cervino, Grandes Jorasses, Petit Dru e Eiger. In fase di salita anche Corti fu compito da una scarica di sassi e rimase ferito. L'ascensione è compiuta con attrezzatura rudimentale: Derungs indossa quattro camicie una sopra l'altra a protezione dal freddo, Albrecht porta con sé un vecchio cappotto che abbandona dopo il terzo bivacco. Perse la vita il 13 agosto del 1995 a causa di una terribile tempesta di vento e di neve, mentre scendeva dalla vetta del K2. Il fatto di esserci riuscito in qualche modo ha cambiato anche la … 9 marzo 1970 - Prima discesa con gli sci di, 12 maggio 1983 - Prima discesa con gli sci di. È stato il primo climber inglese a scalare la parete nord dell’Eiger. Il mattino dopo (22 luglio) iniziarono la traversata del nevaio, ma poco sotto il "bivacco della morte" furono raggiunti da Heckmair e Vörg, ripartiti quella mattina dalla base della parete. La tragica storia di Toni Kurz è stata anche ripresa da Philipp Stolzl nel film del 2008 "The North Face". Solamente nel luglio di quell'anno, precisamente il giorno 24 luglio, una cordata austro-tedesca composta da Andreas Heckmair, Ludwig Vörg, Fritz Kasparek e Heinrich Harrer riuscì a raggiungere la vetta dell'Eiger. L'ultima a resistere fu la parete nord dell'Eiger, scalata con successo solo nel 1938. Al quarto giorno di salita, a causa delle cattive condizioni di Angerer e del peggiorare del tempo, il gruppo decise di ritirarsi; non riuscendo però ad effettuare a ritroso la traversata Hinterstoisser, dovettero scendere per la via più diretta, molto esposta a valanghe e scariche. Dal 15 luglio al 15 agosto 1969, una cordata di giapponesi apre la sua linea direttissima alla parete nord, a destra della Harlin. Fu un’ottima esperienza che mi abituò ad operare su di un terreno costantemente insicuro e pericoloso. La parete nord dell'Eiger rappresentò a lungo un problema alpinistico insolubile. [15] Gli italiani furono però preceduti da una cordata mista austro-tedesca, composta dai tedeschi Andreas Heckmair e Ludwig Vörg, e dagli austriaci Fritz Kasparek e Heinrich Harrer. Un simbolo dell’alpinismo europeo. La cresta principale (cresta Mittellegi), che sale in direzione ovest-sud-ovest, raggiunge la vetta per piegare verso sud, scendendo ad un colle che separa l'Eiger dal vicino Mönch; dalla vetta del Mönch la cresta scende al passo dello Jungfraujoch, punto di arrivo della Ferrovia della Jungfrau. L’obbiettivo? Il tempo, nel mentre, peggiorò. Lo scorso novembre il 40enne svizzero, ambassador La Sportiva, Roger Schaeli ha aperto la via Airplane Mode sulla Nord dell’Eiger.Una via aperta tutta dal basso lunga 300m. Da segnalare anche due estreme discese con gli sci, la prima nel 1970 ad opera di Sylvain Saudan e nel 1983 con Toni Valeruz, lungo la via Lauper. Pur creando molto scompiglio ed una comprensibile preoccupazione, la frana non ha provocato danni a persone. Incontratesi in parete, le due cordate decisero di unire le forze nel tentativo. Le cordate si divisero solo sulla cresta sommitale, quando, grazie alle migliorate condizioni del tempo, Rébuffat decise di fermarsi ed attendere i suoi compagni, mentre i quattro austro-germanici procedevano verso la vetta. Saliinvetta non si assume nessuna responsabilita per eventuali incidenti verificatesi sugli itinerari da noi descritti -, Materiali testati e Recensione Guide e Libri di Montagna. Le prime vittime del "mostro" furono Karl Mehringer e Max Sedlemayer nel 1935, i due alpinisti raggiunsero la quota di 3300 metri ma furono costretti per il brutto tempo ad un bivacco, entrambi purtroppo morirono (la zona ora si chiama il Bivacco della Morte)Nel 1936 un'altra tragedia, forse la più scioccante della storia dell'Eiger, ovvero la morte di Toni Kurz. In un atto di compravendita tra Ita von Wädiswyl ed il prevosto di Interlaken si parla di un fondo "ad montem qui nominatur Egere". Nel frattempo, gli osservatori del rifugio della Kleine Scheidegg avevano seguito le vicende della cordata: la notizia si era diffusa e si era radunata una squadra di soccorso composta da volontari di diverse nazioni, tra cui Riccardo Cassin e Lionel Terray. Dai tre giorni impiegati dai primi salitori si è arrivati a 3 ore e 54 minuti del grandissimo Ueli Steck (conosciuto come Swiss Machine, purtroppo deceduto nell'Aprile del 2017 in Nepal), il record è stato ulteriormente abbassato dallo svizzero Dani Arnold il 20 aprile 2011 salendo in 2 ore e 28 minuti , infine nel 2015 lo stesso Ueli Steck ha riabbassato il suo record a 2 ore e 22 minuti. Parete nord dell'Eiger: cronologia dei tentativi e delle ascensioni riuscite, First Ascent of the Eiger's Mittellegi Ridge, Christoph Hainz, 4 ore e mezza per la Nord dell'Eiger, Ueli Steck e la Parete Nord dell'Eiger in 3 ore e 54, Ueli Steck: nuovo record di velocità sulla via Heckmair, Eiger, Eiger “Le Chant du Cygne” Jordi Tosas free-solo, Per la prima volta Corti racconta tutto sulla tragedia dell'Eiger, Il giorno che sull’Eiger è spuntato il tricolore, Eiger Direttissima, intervista a Jasper e Schaeli dopo la libera sulla via Harlin, Eiger Parete Nord, Direttissima dei Giapponesi liberata da Jasper e Schäli, Alpinismo: solitaria, prima ripetizione e invernale di The Young Spider per Ueli Steck sulla nord dell'Eiger, Swiss Redpoint Eiger's Hardest Free Climb, Due cordate per una parete. Il recupero del compagno risultava molto complesso così la cordata decise di prendere tempo salendo alla cima per poi scendere e allertare i soccorsi. Arrivammo in cima verso le 13. Gli alpinisti lecchesi Claudio Corti e Stefano Longhi effettuarono un tentativo alla nord dell'Eiger. Le grosse difficoltà della parete sono soprattutto di carattere ambientale oltre che tecniche dovute alla verticalità e all'elevata quota altimetrica raggiunta: a causa della sua esposizione, infatti, presenta ampie zone di … Tre cordate, partite in tempi diversi, si unirono durante il percorso: una austriaca, formata da Hermann Buhl e Sepp Jöchler; una tedesca, formata dai fratelli Sepp ed Otto Maag, partiti quasi senza materiale nella speranza di concludere la salita in giornata; ed una francese, formata da Gaston Rébuffat, Paul Habran, Jean Bruneau, Pierre Leroux e Guido Magnone. [26], Il giorno seguente, 2 agosto, la guida Michel Darbellay partì per il suo tentativo di salita in solitaria, che portò a termine il giorno seguente, dopo un bivacco poco sotto il pendio sommitale, impiegando in tutto circa 18 ore di arrampicata effettiva.[4]. Il racconto di Tom Ballard della salita dell'Eiger con la quale ha completato il suo progetto Starlight and Storm: la salita delle sei grandi pareti nord delle Alpi in solitaria invernale in un'unica stagione. Kasparek e Harrer proseguirono fino al "secondo nevaio", dove si fermarono e bivaccarono, ritenendo il nevaio troppo pericoloso da attraversare a quell'ora. [16][17], La prima ripetizione della via fu effettuata nel 1947 dai francesi Lionel Terray e Louis Lachenal, mentre la prima ripetizione in giornata (quindi senza bivacchi intermedi) fu effettuata nel 1950 dagli austriaci Leo Forstenlechner ed Erich Wascak, che impiegarono 18 ore a superare la parete. In questo tratto di parete, quando la parte alta viene colpita dal sole, il ghiaccio si scioglie liberando sassi intrappolati, che sfrecciano come proiettili verso valle. 9 marzo 1992: La francese Catherine Destivelle è la prima donna a scalare la parete nord dell'Eiger in solitaria. I suoi compagni, non riuscendo a farlo risalire e convinti di poter raggiungere la cima in giornata, per poi scendere e attivare i soccorsi, dovettero lasciarlo lì, con viveri e attrezzatura da bivacco.