L'intervento tedesco nei Balcani e soprattutto nel Mediterraneo e nell'Africa settentrionale permise la continuazione della guerra italiana. Si calcola che la Seconda Guerra Mondiale abbia causato la morte di 55 milioni di persone in tutto il mondo ed è perciò considerata il conflitto più esteso e distruttivo della Storia. Rommel tuttavia, per reputazione e personalità, di fatto riuscì sempre ad imporre il suo punto di vista all'alleato e, in caso di richieste o istruzioni, si rivolse sempre al Führer o all'Oberkommando der Wehrmacht. I 47 ostaggi vennero liberati e i tedeschi ricevettero in cambio la garanzia di poter evacuare Napoli a cominciare dalle 7 del mattino seguente senza ulteriori molestie. Le differenze rispetto alla prima guerra mondiale: Alleanze differenti (soprattutto l’Italia cambia alleanza), utilizzo di armi ben più distruttive nella seconda guerra (bombe atomiche, missili, ecc. Il 23 marzo 1944, alle ore 15 circa, un gruppo di 16 partigiani appartenenti ai GAP (Gruppi di Azione Patriottica) attuò, in pieno giorno, un clamoroso attentato contro un reparto armato di 160 SS in marcia lungo Via Rasella. L'attacco cominciò all'alba su tutta la linea del fronte, dal mare del Nord al Mar Nero; le forze tedesche comprendevano 3.200.000 uomini (suddivisi in 153 divisioni, di cui 19 corazzate e 15 motorizzate), 3.400 carri armati, 250 semoventi, 7.150 cannoni, 600.000 automezzi, 625.000 cavalli e 3.900 aerei. Gli americani avevano preventivato perdite intorno all'1 per cento; furono in realtà persino inferiori: 0,26[59]. In sole due settimane la resistenza jugoslava venne annientata e il paese venne smembrato dai vincitori: La Croazia (colore rosso), che comprendeva la maggior parte dei territori delle attuali Croazia e Bosnia ed Erzegovina, venne dichiarata regno indipendente ed affidata, nominalmente, al principe Aimone di Savoia Aosta, ma di fatto venne retta da un governo filo-tedesco del capo degli ustascia Ante Pavelić. L'Italia poté così dichiarare la propria non belligeranza senza venir meno ai patti sottoscritti. Il CLNAI, presieduto dal 1943 al 1945 da Alfredo Pizzoni, coordinò la lotta armata nell'Italia occupata, condotta da formazioni denominate brigate e divisioni, quali le Brigate Garibaldi, costituite su iniziativa del partito comunista; le Brigate Matteotti, legate al partito socialista; le Brigate Giustizia e Libertà, legate al Partito d'Azione; le Brigate Autonome, composte principalmente di ex-militari e prive di rappresentanza politica, talvolta simpatizzanti per la monarchia, riportate come badogliani[senza fonte]. Coloro che saranno destinati a Trblinka verranno uccisi immediatamente, altri 60 destinati a smantallare il campo per poi essere a loro volta uccisi o deportati a Sobibor. Dopo l'approvazione dell'O.d.G. L'anno seguente, il corpo di spedizione italiano venne rafforzato da altre sei divisioni e trasformato nell'8ª Armata, conosciuta come ARMIR (Armata italiana in Russia) e posta al comando del generale Gariboldi, che nell'autunno 1942 contava 230.000 uomini, 16.700 automezzi, 1.150 trattori di artiglieria, 4.500 motoveicoli, 25.000 quadrupedi, 940 cannoni e 64 aerei. Il 14 settembre, a Rastenburg, incontrò Hitler. Avanzando verso la costa occidentale della Grecia la Wehrmacht tagliò fuori le divisioni greche in Albania e, travolte con rapide manovre di aggiramento le linee difensive britanniche, i tedeschi ottennero rapidamente il crollo di ogni resistenza. Il 1º luglio Rommel lanciò il primo attacco contro le difese britanniche (prima battaglia di El Alamein), senza preparazione di artiglieria e con le prime truppe arrivate, la 90ª divisione di fanteria leggera tedesca e la divisione Trento, ma l'attacco fallì. Il 3 settembre venne firmato l'armistizio di Cassibile, che venne reso noto dalla radio l'8 settembre: «Il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. Settembre e ottobre trascorsero tranquillamente, con le truppe italiane disposte a difesa di un tratto di fronte lungo 270 km: l'ampiezza era tale che tutte le divisioni erano schierate in prima linea, con l'eccezione della Vicenza (impegnata a contrastare i partigiani nelle retrovie) e del Raggruppamento Barbò (giudicato inadatto al ruolo di difesa statica). Intanto, in Africa Orientale, l'Italia subì la controffensiva britannica. La notizia fu appresa anche dai soldati che componevano il corpo di sbarco: essa suscitò grandi manifestazioni di gioia ed ebbe sfortunate conseguenze psicologiche, in quanto i soldati si erano convinti che a Salerno avrebbero trovato folle in festa. Il 13 aprile gli italo-tedeschi raggiunsero Sollum, sul confine con l'Egitto, dove Rommel si fermò per riorganizzare le sue forze. Il 19 novembre, l'Armata Rossa lanciò una massiccia offensiva (Operazione Urano) volta ad accerchiare le truppe tedesche a Stalingrado. Verso le 3:00 del mattino il cacciatorpediniere Jervis si avvicinò al Pola con l'intento di silurarlo, ma visto che dal Pola non giungevano segni di ostilità, il comandante britannico decise di affiancarlo per trarre in salvo l'equipaggio prima di affondarlo. La postazione fu perduta e rinconquistata. Con la Linea Gotica ormai rotta e i tedeschi in ritirata da tutto il fronte, il 21 aprile gli italiani dei gruppi di combattimento "Legnano", i bersaglieri della "Friuli" e i reparti polacchi entrarono per primi a Bologna, già insorta e sgombrata dai tedeschi (da due giorni erano penetrate le forze partigiane)[80]. Fu decisa quindi un'azione offensiva nel Mediterraneo orientale in caccia del traffico Alleato; l'intera operazione era affidata al fattore sorpresa, ma l'intercettazione e la decrittazione di alcune comunicazioni radio italiane misero i britannici in condizione di prevenire le mosse italiane, sospendere il traffico mercantile e predisporre l'uscita della squadra navale da Alessandria e di una seconda squadra dal Pireo. Sul fronte settentrionale, la pressione britannica indusse gli italiani ad evacuare la città di Cassala in Sudan, conquistata pochi mesi prima, e a ripiegare in Eritrea sulle posizioni fortificate prima di Agordat (Battaglia di Agordat), poi di Cheren (Battaglia di Cheren), dove resistettero fino al 27 marzo. Ecco la cronologia schematica degli avvenimenti: I principali protagonisti della Seconda guerra mondiale erani: Alla fine della guerra l'Europa è dominata dai nazisti e il Pacifico dominato dai Giapponesi. L'aggressione alla Grecia[20] fu condotta con improvvisazione e poggiò sull'illusione di una rapida vittoria. Le ambizioni imperiali del regime fascista, che mirava a far rivivere i fasti dell'"Impero Romano" nel Mediterraneo (Mare Nostrum), crollarono ben presto per l'impreparazione dimostrata dalle regie forze armate e per la cattiva pianificazione politica e militare del conflitto che portarono alle ripetute sconfitte in Grecia, in Africa, in Russia e nei Balcani. m4(prima(1939-42) e seconda fase(42/43-45) ed esiti del conflitto) La 5ª Divisione alpina "Pusteria" fece terra bruciata: i testimoni raccontarono crimini orrendi, bambini uccisi dagli alpini come a un tiro al piccione. Con l'armistizio dell'8 settembre 1943 le truppe italiane dislocate nei Balcani restarono senza ordini precisi da parte del governo e del comando supremo. L'entrata in scena dell'Italia nel secondo conflitto mondiale portò la guerra anche in Africa nelle colonie italiane della Libia e dell'Africa Orientale. I tedeschi intimarono allora di sgombrare la strada entro quindici minuti: Rosso, invece di obbedire, utilizzò il tempo per ultimare lo sbarramento e, all'avanzare dei tedeschi, aprì il fuoco e poi fece brillare lo sbarramento insieme a quattro volontari, i genieri scelti Pietro Colombo, Gino Obici, Gelindo Trombini e Augusto Zaccanti, che aveva tenuto con sé dopo aver rimandato indietro il resto del reparto; nel tempo impiegato dai tedeschi per riorganizzarsi, il caposaldo venne apprestato alla difesa. La struttura di queste unità militari quindi era quella della divisione binaria (due reggimenti di fanteria e uno di artiglieria più comando), con struttura più snella alle precedenti divisioni del Regio Esercito con i suoi 13.500 uomini, in primo luogo per la mancanza della legione Camicie Nere che faceva parte della precedente tabella standard, e poi anche per il numero inferiore di uomini destinato ai servizi. In agosto, con l'Operazione Pedestal, i britannici tentarono di nuovo di rifornire Malta: un convoglio composto da 14 mercantili partì da Gibilterra con la scorta di due corazzate, tre portaerei, tre incrociatori e 14 cacciatorpediniere. Le navi italiane finirono nella trappola: le navi britanniche equipaggiate per il combattimento notturno e dotate su alcune unità di apparecchiature radar, aprirono il fuoco alle 22:27: sugli incrociatori italiani si abbatterono le salve da 381 mm delle corazzate Warspite, Valiant e Barham: i due incrociatori vennero affondati insieme ai cacciatorpediniere Alfieri e Carducci, mentre l'Oriani e il Gioberti riuscirono a fuggire. seconda guerra mondiale Germania Italia II guerra. ISBN non esistente, Bollettino di guerra n. 1038 del 13 maggio 1943. Tutti i passi alpini furono bloccati entro il 28 aprile, giorno in cui Benito Mussolini e Claretta Petacci insieme ad alcuni gerarchi del regime in fuga verso il confine svizzero, furono arrestati e giustiziati secondo le decisioni del CLNAI presso il lago di Como. Il 29 settembre nei pressi dell'aeroporto di Capodichino, una pattuglia tedesca uccise 3 avieri italiani e costituì un posto di blocco al centro di Piazza Ottocalli: da un palazzo uscirono una ventina di giovani che ingaggiarono un combattimento con i tedeschi. L'ordine di esecuzione riguardò 320 persone, poiché inizialmente erano morti 32 soldati tedeschi. Preoccupato dalla presenza degli aerei imbarcati britannici e con i caccia a corto di carburante, alle 11:40 Iachino diede ordine alla squadra italiana di sospendere l'azione, invertire la rotta e rientrare verso la base. Germania e URSS si spartiscono la Polonia. Morirà il giorno dopo all'Ospedale Civile dell'Aquila. Il 13 gennaio 1943, i sovietici attaccarono e travolsero la 2ª Armata ungherese (Offensiva Ostrogorzk-RossoÅ¡), completando l'accerchiamento del Corpo d'Armata alpino. Con la chiamata alle armi del novembre 1943 si tentò di ricostruire un esercito, ma solo il 40% dei giovani rispose, e molti di essi disertarono in seguito. Fallito anche un contrattacco britannico il 22 luglio, la situazione si stabilizzò senza più alcuna azione di rilievo fino alla fine di agosto. Tre quarti d'ora dopo l'annuncio dell'Armistizio, un reparto di paracadutisti tedeschi investì il caposaldo numero 5 presidiato dai granatieri al ponte della Magliana, nei pressi di un deposito di carburante, in località Mezzocamino. Grandi. Nello scontro che ne seguì, il II Reggimento Cavalleggeri di Lucca ed il III Gruppo del 135º Reggimento Artiglieria su obici da 149/19 contrastarono l'avanzata tedesca, con perdite da ambo le parti; il bilancio fu di 4 carri persi, 20 morti e una cinquantina di feriti da parte italiana, altrettanti uomini circa e qualche carro in più da parte tedesca; l'avanzata tedesca fu fermata per il resto della giornata. Ma alla fine della giornata gli ultimi capisaldi furono sopraffatti: il 10 settembre i tedeschi ottennero la resa dei contingenti italiani posti a difesa di Roma e accettarono la capitolazione limitandosi al disarmo dei militari.I reparti che di propria iniziativa si opposero all'invasore non si risparmiarono nella difesa estrema della città: si contarono 1.167 caduti tra i militari (tra essi, 10 furono decorati con medaglia d'oro al valor militare, e 27 con medaglia d'argento al valor militare) e circa 120 tra i civili, incluse decine di donne e persino una suora impegnata come infermiera in prima linea[68]. [16], Sul fronte terrestre, ripresa l'offensiva, il 28 maggio Rommel spezzò le linee britanniche fra Ain el-Gazala e Bir Hachéim, il 21 giugno prese Tobruch e il 30 giugno raggiunse le posizioni avanzate di El Alamein, su cui le truppe britanniche avevano ripiegato e dove erano state predisposte difese assai forti. La stessa segretezza avvolse la notizia ufficiale dell'attentato subito dalle truppe occupanti, notizia diffusa assieme a quella della rappresaglia per ragioni propagandistiche secondo una direttiva del Minculpop.[78]. Il 5 maggio 1941, il Negus Hailé Selassié entrò ad Addis Abeba su un'Alfa Romeo scoperta, preceduto dal colonnello Wingate su un cavallo bianco. Leggi gli appunti su mappa-concettuale-sulla-seconda-guerra-mondiale qui. L'armistizio previde l'occupazione da parte italiana di alcuni territori francesi di confine, la smilitarizzazione del confine franco-italiano e libico-tunisino per una profondità di 50 chilometri, nonché la smilitarizzazione della Somalia francese (odierno Gibuti), e la possibilità da parte italiana di usufruire del porto di Gibuti e della ferrovia Addis Abeba-Gibuti. Fino alla fine l'esercito italiano impiegò il maggior numero di soldati, circa il 50% del totale, nei Balcani prevalentemente in operazioni anti-partigiane di occupazione e repressione in un teatro bellico considerato teoricamente non attivo. All'arrivo del kampfgruppe Grosser[65] della 3ª Panzergrenadier-Division, costituito da una trentina di carri e due battaglioni di fanteria motorizzata (l'equivalente circa di un reggimento) Rosso mise due autocarri di traverso sulla strada a bloccare il passo. Secondo alcune stime del 2003, le perdite dei militari italiani schierati con gli Alleati ammontarono a circa 20.000 morti, oltre 11.000 feriti e 19.000 dispersi Giorgio Rochat calcola invece a 3.000 i morti in azione tra i reparti italiani impegnati nella Campagna d'Italia; l'autore inoltre calcola a 20.000 i caduti nei combattimenti dopo l'8 settembre, 53.000 i deceduti tra i prigionieri dei tedeschi, 5.000-10.000 i morti nei campi alleati. Dei feriti, uno morì poco dopo il ricovero, mentre era in corso la preparazione della rappresaglia, che fu dunque calcolata in base a 33 vittime germaniche. L'Italia mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni […].». La seduta era iniziata alle 17,15 del 24 luglio, la votazione avvenne alle 2,30 del 25 luglio. The Guardian. La vittoria finale dell'Etiopia e la sua liberazione dipesero molto anche dall'opposizione continua degli etiopi alla dominazione italiana, con una guerra (e guerriglia) che effettivamente non si fermò per tutti cinque anni di occupazione italiana fino alla totale liberazione. È l'inizio della battaglia per Roma. [38] L'invio nell'estate 1941 del CSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia) agli ordini del generale Giovanni Messe (tre divisioni, 62.000 uomini, 5.500 automezzi, 4.600 quadrupedi, 220 pezzi di artiglieria, 83 aerei), ebbe un valore prettamente politico: non influì, se non minimamente, sui rapporti di forza nella campagna; rappresentò, invece, la volontà di Mussolini di difendere il suo ruolo di primo fra gli alleati di Hitler in quella che si prospettava come la trionfale e decisiva vittoria. Per l'episodio, al tenente Rosso fu conferita la Medaglia d'oro al valor militare-[66]. Il decisivo intervento tedesco a favore dell'Italia modificò i rapporti tra i due alleati: Hitler pretendeva di far pesare le sue decisioni anche sui comandi italiani. In un giorno 3.000 mezzi da sbarco riversarono sulle coste siciliane più di 150.000 uomini. La partenza delle navi britanniche sfuggì alla ricognizione italiana a causa delle cattive condizioni meteorologiche. Parallelamente il fascismo repubblicano e Mussolini tentarono di trovare una "soluzione politica" all'andamento della guerra, ma si scontrarono con la diffidenza alleata e con la fermezza dei capi politici della Resistenza, che esigevano la resa immediata e senza condizioni. Il 10 l'azione tedesca si fece più violenta. n. 1560/99, par. Modena, Reggio Emilia e Parma furono liberate dalle forze patriottiche, grazie all'azione concorde delle brigate affluite dalla campagna e delle formazioni cittadine. Nel luglio 1942, il regime d'occupazione italiano instaurò ad Arbe (più esattamente nella località di Campora), un campo di concentramento per i civili slavi delle zone occupate della Slovenia (vi furono internati anche alcuni civili della vicina Venezia Giulia). Nella notte fra il 12 e il 13 giugno del 1940 i bombardieri italiani si diressero su Francia meridionale, Tunisia e Corsica e colpirono Saint-Raphaël, Hyères, Biserta, Calvi, Bastia e la base navale di Tolone. Questa voce rappresenta gli sviluppi territoriali avvenuti durante la Seconda guerra mondiale attraverso una mappa rappresentante il globo e i vari mutamenti territoriali. Le truppe italiane occuparono la Slovenia, la Dalmazia e il Montenegro e si ricongiunsero con i reparti provenienti dall'Albania. In seguito vi furono ospitati anche ebrei fuggiti dalla Croazia. L'indomani, 25 luglio, Mussolini si recò a colloquio con il Re, che gli comunicò la sua sostituzione con il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio. Il comando tedesco in Macedonia arrivò a protestare con gli italiani per il ripetersi delle violenze contro i civili. L'azione portò all'annientamento della 3ª Armata romena, schierata a sud dell'ARMIR. 2 guerra mondiale. I vertici militari, il Capo del Governo Pietro Badoglio, il Re Vittorio Emanuele III e suo figlio Umberto abbandonarono la Capitale e compirono una fuga precipitosa dapprima verso Pescara, poi verso Brindisi. La squadra navale italiana, al comando dell'ammiraglio Angelo Iachino e composta dalla corazzata Vittorio Veneto, da 6 incrociatori pesanti, 2 incrociatori leggeri e 14 cacciatorpediniere, prese il mare la sera del 26 marzo. L'Esercito cobelligerante italiano, informalmente detto Esercito del Sud, fu l'esercito delle forze italiane combattenti a fianco delle forze alleate angloamericane durante la seconda guerra mondiale nel corso della Guerra di Liberazione italiana, che coincise in buona parte con la Campagna d'Italia alleata. Le perdite umane (morti, feriti e dispersi), subite dall'esercito italiano sono incerte, mentre quelle materiali furono di 1.292 cannoni e 400 mezzi blindati distrutti o catturati. Abbandonata l'ipotesi di uno sbarco alleato sulle coste orientali italiane, il principale teatro delle operazioni fu la fascia di territorio tra Napoli e Roma, dove l'Organizzazione Todt aveva eretto la linea Gustav. Voce principale: Seconda guerra mondiale. il Cavaliere Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio.». L'ora delle decisioni irrevocabili. Mentre un documento del Ministero dell'interno italiano, databile alla fine dell'agosto 1942, indica un complesso di cinquantamila elementi circa, sgombrati dai territori della frontiera orientale in seguito alle operazioni di polizia in corso, di cui la metà donne e bambini. Il 17 febbraio l'Afrika Korps prese il campo d'aviazione di Thelepte, principale base aerea alleata nel settore sud, catturando trenta aerei avversari intatti e tre giorni dopo i carri tedeschi forzarono il Passo di Kasserine (Battaglia del passo di Kasserine), sulla dorsale montagnosa ad ovest della località omonima, distruggendo 22 dei 30 carri armati che lo bloccavano e catturando 30 mezzi cingolati che avevano trasportato fin là reparti di fanteria dell'US Army. Gli appunti dalle medie, alle superiori e l'università sul motore di ricerca appunti di Skuola.net. Tra il maggio e settembre del 1943 gli alleati effettuarono alcuni bombardamenti su Foggia, per eliminare la possibilità che potessero essere inviati rinforzi per contrastare lo sbarco in Sicilia. Mentre la squadra di Iachino si dirigeva a tutta forza verso le basi italiane inseguita dalle navi britanniche, gli aerosiluranti della Formidable attaccarono nuovamente la squadra italiana colpendo la Vittorio Veneto, che poté continuare la navigazione, sia pure a velocità ridotta. Come già detto, la notte del 26 marzo 1941 i mezzi d'assalto della marina italiana penetrarono nella baia di Suda e riuscirono ad affondare l'incrociatore pesante York e a danneggiare gravemente la nave cisterna Pericles che venne abbandonata durante il rimorchio verso Alessandria. [64] La giornata del 9 settembre registrò ancora molti scontri. A questo punto, per i napoletani non c'erano alternative: se volevano sfuggire alla deportazione dovevano combattere contro i tedeschi e impedire che attuassero i loro piani. Gli attacchi aerei continuarono fino al crepuscolo e, nell'ultimo attacco, un siluro colpì l'incrociatore Pola, immobilizzandolo. Rappresenta la situazione politica dell’Europa e del bacino del Mediterraneo allo scoppio della seconda Guerra Mondiale (1° Settembre 1939). (Archived by WebCite®), http://www.arsmilitaris.org/pubblicazioni/eroe.pdf, Cenni Storici sull'8 settembre a Roma dal sito ufficiale del comune di Roma, Senato.it - Resoconto sommario della seduta del 7 marzo 1946, pag.336, Mercato nero in Italia durante la seconda guerra mondiale, Occupazione della Bessarabia e della Bucovina settentrionale, Fine della seconda guerra mondiale in Europa, Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, Persecuzione dei serbi durante la seconda guerra mondiale, Stupri durante l'occupazione del Giappone, Stupri durante l'occupazione della Germania, Stupri durante la liberazione della Francia, Stupri durante la liberazione della Polonia, Prigionieri di guerra giapponesi nella seconda guerra mondiale, Crimini nazisti contro i prigionieri di guerra sovietici, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Italia_nella_seconda_guerra_mondiale&oldid=117323816, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Il 14 maggio i britannici lanciarono una prima offensiva nel tentativo di sbloccare Tobruch, ma vennero respinti da un contrattacco tedesco che tuttavia lasciò in mani britanniche il Passo di Halfaya. Il 28 ottobre 1940, diciottesimo anniversario della marcia su Roma, le truppe italiane dislocate in Albania varcarono il confine puntando sulla Macedonia e sull'Epiro. Per qualche tempo in Africa settentrionale non vi furono battaglie, ma solo scaramucce e incursioni di mezzi blindati e camionette inglesi. Scopri le migliori offerte, subito a casa, in tutta sicurezza. Tre divisioni del XXV Corpo d'Armata Ciamuria (51ª Divisione fanteria "Siena", 23ª Divisione fanteria "Ferrara" e 131ª Divisione corazzata "Centauro"), avevano il compito di condurre l'offensiva principale il cui scopo era la conquista dell'Epiro, mentre la 3ª Divisione alpina "Julia" e il Raggruppamento del litorale dovevano condurre manovre avvolgenti rispettivamente da nord, in direzione di Métzovon, e da sud verso Prévedza e Arta. Aggirate le fortificazioni transalpine della linea Maginot, all'incirca con una manovra simile a quella attuata durante la Grande Guerra, i tedeschi costrinsero gli alleati franco-britannici ad entrare in Belgio dove furono travolti dall'impeto delle divisioni corazzate tedesche massicciamente appoggiate dalla Luftwaffe: i Paesi Bassi furono costretti alla resa il 14 maggio e il Belgio dodici giorni dopo. Fu internato, torturato e deportato in Italia. A Combolcià, pochi chilometri a sud di Dessiè, si trovavano postazioni difensive italiane; il raggruppamento di brigata sudafricano del generale Dan Pienaar impegnò l'artiglieria italiana con i suoi cannoni, mentre la fanteria raggiunse le alture a quota 1.800 metri. Altre mine furono poste dai tedeschi agli altri ponti di Cava e sugli incroci stradali, ma non ebbero il tempo di farle brillare. Roma rimase sotto le bombe per 152 minuti, dalle 11.03 alle 13.35[59]. La condotta difensiva dei tedeschi - che si impegnarono anche nella repressione delle resistenza italiana e spesso compirono veri e propri massacri della popolazione civile durante le operazioni di rastrellamento o come rappresaglia per le azioni dei partigiani - costò agli Alleati un alto numero di perdite: le condizioni del terreno favorivano la difesa degli occupanti, e la marcia alleata procedette ovunque con lentezza (anche perché con la decisione dello sbarco in Normandia il teatro di guerra italiano assunse per gli Alleati un'importanza secondaria). L'ordine del giorno Grandi fu uno dei tre O.d.G. Il 17 settembre anche l'Armata Rossa, da est, varcò il confine polacco occupando i territori orientali. La conquista della Sicilia costò agli Alleati circa 22.000 uomini: per gli USA 2.237 morti e 6.544 tra feriti e dispersi; gli inglesi ebbero 2.721 morti e 10.122 tra feriti e dispersi; le perdite canadesi ammontarono invece a 2.410, di cui 562 morti e 1.848 tra feriti e dispersi. Il 14 giugno le truppe tedesche entrarono a Parigi e il 17 il maresciallo Pètain chiese la resa. La divisione Piave combatté a Monterotondo e a Mentana costringendo alla resa un battaglione di paracadutisti tedeschi. [56], L'11 novembre truppe italiane sbarcarono a Bastia, in Corsica, mentre i tedeschi procedettero all'occupazione della parte meridionale della Francia (Operazione Anton), allora sotto l'autorità del Governo di Vichy. 1.1.1. La 5ª squadra aerea, agli ordini del generale Porro, era costituita da 315 aerei da guerra. fu approvato e provocò la caduta del Duce aprendo l'ultima fase del regime fascista, caratterizzata dalla Repubblica Sociale Italiana. 27-29 Settembre Varsavia si arrende. 4, pp. Di tutt'altra portata furono invece le conseguenze politiche di un'invasione che darà l'ultimo scossone a un regime da tempo in bilico. Il 23 giugno cominciarono le trattative a Roma per l'armistizio italo-francese, condotte separatamente da quelle della Germania. Nella spartizione delle zone di influenza concordata tra Berlino e Roma, l'Italia cercò una vittoria di prestigio e optò per la strategia della "guerra separata". Con azioni puramente dimostrative, l'11 giugno la Regia Aeronautica bombardò Port Sudan, Aden e la base navale inglese di Malta. A quegli aerei, scortati da caccia, gli italiani opposero una contraerea superata, con pezzi ed aerei che risalivano talvolta alla Prima guerra mondiale. altre Mappe sulla seconda guerra mondiale. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza». 3 Settembre Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania. Il contributo italiano arrivò a contare circa 30.000 effettivi alla fine del 1944, anche se il CIL si era già riorganizzato nella nuova struttura dei Gruppi di Combattimento. [32], Il 18 novembre i britannici attaccarono in direzione di Sidi Rezegh dando inizio ad una battaglia molto complessa che proseguì fino al 10 gennaio 1942 e che può essere divisa in tre fasi: fra il 18 e il 26 novembre l'attacco a Sidi Rezegh che venne respinto; dal 27 novembre al 2 dicembre la seconda battaglia di Bir el-Gobi, al termine della quale i britannici, dopo durissimi scontri con le forze corazzate tedesche e la divisione Ariete, arrivarono a Tobruch; dal 7 dicembre al 10 gennaio 1942 gli italo-tedeschi, che erano rimasti con una settantina di carri in tutto (40 i tedeschi e 30 l'Ariete), si sganciarono dal nemico e ripiegarono dalla Cirenaica. Il 15 aprile anche i polacchi vengono sostituiti e il Raggruppamento passa alle dipendenze britanniche, proseguendo la tendenza che voleva evitare la costituzione di unità italiane troppo forti dal punto di vista organico, e sempre alle dipendenze di grandi unità alleate[63]. 195-214. Caduta ogni possibilità di negoziato con la Resistenza, mentre le formazioni partigiane scatenarono l'insurrezione generale, Mussolini lasciò Milano diretto in Svizzera, ma venne fermato a un posto di blocco presso Como per poi essere passato per le armi dai partigiani il 28 aprile. Giungeva intanto verso la capitale, da Ostia e Fiumicino, il grosso della 2º divisione Fallschirmjäger e, poco dopo l'una di notte del 9 settembre, uno dei suoi tre kampfgruppe era già in grado di tentare un attacco frontale al ponte della Magliana. Circa cento kilometri oltre il confine libico-tunisino, le truppe di Rommel si attestarono su una linea difensiva, la linea del Mareth, che correva fra la strada litoranea e l'omonima località che chiudeva a sud la linea del fronte stabilita il 1º dicembre fra Cap Serrat e Gafsa.