Racconti sotto la Cubula

Racconti sotto la Cubula

Storie di design, architettura e arte

Palermo, 7/8/21/22/28/29 luglio 2016, Villa Di Napoli

Programma di sei conferenze promosse da ADI Sicilia in collaborazione con Ordine degli Architetti di Palermo, Accademia di Belle Arti di Palermo, Collettivo Dimora OZ (tutti i partner sono da confermare).

Format ispirato al piccolo edificio cubico (6x6x6 m) situato nel Giardino del Genuardo di Villa Di Napoli. Sei designer, architetti, grafici, imprenditori, startupper, makers x sei immagini x sei artisti (performer e musicisti).

Ogni incontro prevede due ospiti che parleranno di design o architettura e si alterneranno sulla scena con due musicisti o performer. Ogni ospite avrà a disposizione 6 minuti per ogni immagine che proporrà, per un totale di 36 minuti ad ospite, gli artisti avranno a disposizione 18 minuti a testa per esibirsi dopo il primo relatore e alla fine, dopo il secondo.

La Cubula (detta anche “Piccola Cuba”), immersa nel verde e usata come luogo di riposo e conversazione dal sovrano e dai suoi ospiti, è luogo ideale per l’ascolto intimo di racconti sulla Sicilia migliore, innovativa e creativa. Il piccolo edificio accoglierà un ospite alla volta con gli spettatori seduti lungo il verde asse medievale che porta alla Cuba soprana, inglobata nel XVII secolo nella villa fatta costruire da Carlo Di Napoli.

venerdì 8 luglio ore 21,30

Lisca Bianca/Edizioni Precarie

LISCA BIANCA

Francesco Belvisi/ Nadia Lodato

Nadia e Francesco ci racconteranno della storia di Lisca Bianca, un Carol Ketch di 36 piedi che tra il settembre del 1984 e l’agosto del 1987 ha solcato oltre 30mila miglia di onde tra Canarie, Antille, Galapagos, Hawaii, Maldive e Isole Marshall, poi un nuovo viaggio, il triste epilogo e il rientro a Porticello, piccolo borgo marinaro vicino a Palermo, l’abbandono e il lento consumarsi del legno. Infine la rinascita e il ritorno al mare.

È la storia del “Comandante” Sergio e del “Nostromo” Licia, gli Albeggiani, coniugi siciliani che, alla fine degli anni ’70, decisero di costruire un veliero per girare il mondo in barca, andando via “dal freddo, via dalle folle rumorose, via degli stupidi rituali della civiltà dei consumi”. Dal diario di bordo di Lisca Bianca ne fu tratto un libro, un manuale molto amato dai viaggiatori oceanici, “Le isole lontane”, recentemente riedito da Mursia, i cui proventi della vendita sono destinati a sostenere la nuova avventura intrapresa da Lisca Bianca.

Quando nel 1989 Lisca Bianca ripartì per un nuovo giro del mondo, ambiva a diventare ambasciatrice dei prodotti e della cultura Siciliana nelle isole più lontane, ma il viaggio venne interrotto a Las Palmas de Gran Canaria dall’improvvisa morte di Sergio Albeggiani. La barca, per anni in abbandono, rischiava la demolizione, finché nella primavera del 2013, in un cantiere navale alla periferia di Palermo, Francesco Belvisi, yacht designer palermitano, ed Elio Lo Cascio, sociologo, si trovarono di fronte il relitto di Lisca Bianca, di cui conoscevano la storia, e decisero di cambiarne il destino. L’architetto Attilio Albeggiani, figlio di Sergio e Licia e noto yacht designer siciliano, accolse la proposta di seguire il cantiere di recupero e restauro di Lisca Bianca, richiamando all’opera il mastro d’ascia, sig.Treviso, che negli anni Settanta costruì l’imbarcazione. Lisca Bianca si prepara così a salpare di nuovo.

Nel 2013, grazie all’Istituto Don Calabria e all’Associazione Apriti Cuore Onlus, che da anni si occupano di giovani in difficoltà o a rischio devianza e disabili psichici e fisici, nasce il Progetto Lisca Bianca: Navigare nell’inclusione, non manca la collaborazione della Lega Navale Italiana e dell’Istituto Penale per minorenni di Palermo (ex Malaspina), che ha impegnato alcuni detenuti nel restauro delle parti asportabili.

Un progetto sociale quindi, ma caratterizzato da una precisa impronta imprenditoriale che prevede l’avvio di un cantiere in grado di occuparsi del restauro anche di altre imbarcazioni, che resti attivo come polo di formazione professionale, di inclusione sociale, ma con l’obbiettivo di farne un’attività economica solida e competitiva. Oggi i lavori sono stati completati al 70% con l’obiettivo, di rimettere Lisca Bianca in acqua per l’estate del 2015.

Il Progetto Lisca Bianca è un progetto corale, dove il design ha un ruolo importante, vedendo impegnate nell’impresa yacht designer (YAM srl e Studio Inzerillo & Albeggiani), ma anche grafici, esperti in comunicazione, fund-raising e organizzazione, social media manager e web content editor, insomma un equipaggio che consente di collocare a pieno titolo il progetto Lisca Bianca tra le eccellenze del Design per il sociale.

Francesco Belvisi

Da studente progetta e costruisce due derive da regata nei laboratori di ingegneria. Nel 2008 fonda la start-up Yam e progetta Maribelle615, che lo porta ad ottenere molteplici riconoscimenti in Italia e all’estero per il design, l’innovazione tecnologica e il business planning. Attento alle tematiche ambientali, approfondisce e testa realizzazioni in biocomposito e organizza “Periplo”, un progetto di sensibilizzazione ambientale in cui per la prima volta vengono sperimentate innovative vele fotovoltaiche. La ricerca della performance nello stile per barche da competizione lo porta a partecipare al team di progettazione del catamarano a vela rigida C-class “Challenge Italia”, sfidante Italiano alla Little America’s Cup. Profondamente legato a Pantelleria, la sua isola di origine, coniuga tradizioni e tecnologia in Livrea26, rivisitazione della classica Lancia Pantesca, progettata con Daniele Cevola e svelata a febbraio 2014 alla International Boat Fair di Miami. Per la prima volta al mondo in ambito nautico, una costruzione high-tech integra il 3d printing, grazie alla collaborazione con l’azienda che detiene i principali brevetti e applicazioni nella meccanica di precisione per F1, motorsport, Aerospazio.

Per Navigare nell’inclusione coordina i lavori di restauro, il controllo delle maestranze, la supervisione dei fornitori e la formazione tecnico-professionale dei giovani coinvolti nel Progetto.

 

Nadia Lodato

Laurea in Diritti Umani e Master Internazionale in Assistenza Umanitaria (Network on Humanitarian Assistance – NOHA- ECHO), dal 2001 si occupa di cooperazione internazionale per progetti in paesi in via di sviluppo (Albania, Sud Sudan). Dal 2004, in Sicilia coordina progetti di inclusione socio-lavorativa nell’area penale, di empowerment individuale e di comunità, per la promozione di forme di associazionismo familiare e di auto-aiuto, finalizzati al recupero di aree svantaggiate e a forte rischio di devianza sociale. Nel 2013, gestisce un servizio di accoglienza per donne rifugiate e richiedenti asilo all’interno di un progetto d’innovazione sociale per la creazione di nuove reti solidali con e fra le comunità d’immigrati.

Per Navigare nell’inclusione si occupa di progettazione e coordinamento delle attività nell’area sociale, direttamente a contatto con gli utenti.

Edizioni Precarie

Carmela Dacchille

Quella di Edizioni Precarie è una storia piccola piccola, che parla di carte alimentari e di mercati popolari, precari entrambi, perché stanno scomparendo. Nessuna nostalgia, ma un esempio di design “lieve” che ricorda l’attenzione di Bruno Munari per la qualità tattile delle cose, resistenza, ruvidezza, consistenza vellutata.

Edizioni Precarie nasce, nei primi mesi del 2013, seguendo un approccio ludico, ironico e critico, da un’intuizione di Carmela Dacchille, architetto pugliese e giramondo, venuta a vivere a Palermo, tra i mercati alimentari del centro storico. Carmela Dacchille lavora sulle carte alimentari da imballaggio usate nei mercati storici di Palermo, realtà in transizione, in crisi, snaturate della loro essenza di mercati rionali. Carmela, stemperando i colori “gridati” della Vucciria di Guttuso, realizza, partendo dalle carte della pescheria, della carne, dei salumi, piccoli e sobri manufatti, con tecniche di lavorazione artigianali, quasi totalmente scomparse, grazie all’abilità e l’esperienza dei fratelli Barone, due anziani fratelli che gestiscono insieme una delle ultime rilegatorie storiche di Palermo, vicino al Mercato del Capo.

Sono quaderni, carta da lettera, segnalibri e libriccini, che giocano con i suoni delle parole stampate sulle carte del mercato, dove ti aspetti di trovarci dentro le filastrocche di Rodari, e invece accolgono racconti provenienti dalla tradizione popolare, scelti da Alberto Nicolino, che a Palermo gestisce una centro di ricerca sulle fiabe, e illustrate da Nina Melan, artista milanese che ha deciso, anch’essa, di vivere a Palermo.

La prima creazione di Edizioni Precarie è stato il CARNEt de Reves, il quaderno dei sogni, realizzato al 99% con carta da carnezzeria e un sottilissimo velo (appena l’1%) di carta da torrone. Nei libriccini di Edizioni Precarie puoi anche di trovarci delle sorprese, in un punto all’interno, inaspettato, viene fuori un pezzettino estraibile che contiene un racconto che parla del mare e un’illustrazione, ed anche questo farebbe piacere a Munari.

Nella pagina Tumblr di Edizioni Precarie potrete anche trovare le “istruzioni per l’uso” dei piccoli quadernetti: “Les Devinettes sono quaderni realizzati con carta rosa di salumeria avvolta in carta spessa usata dai pescivendoli dei mercati. Sono adatti alla conservazione di gustosi indovinelli.”

“CARNEt de Reves sono quaderni interamente confezionati con la carta delle “carnezzerie” (macellerie) palermitane: carta cerata all’esterno e fogli di carta bianca e sottile all’interno, ideali per avvolgere la carne e per custodire i vostri sogni. Da conservare preferibilmente vicino al letto.”

“I quaderni Conserva la tua Freschezza sono realizzati in carta alimentare usata per avvolgere la carne. Adatti a conservare a lungo la freschezza dei vostri scritti.”

I quaderni Timbri di Mare sono invece realizzati in carta per il pane ricoperta da uno strato di carta per il pesce. Sulla copertina sono impresse stampe realizzate a mano raffiguranti i simboli che decoravano le antiche imbarcazioni della Sicilia.

Quella di Edizioni Precarie è, insomma, la storia di una particolarissima bio-diversità, perché ogni bottega o banco ha conservato un tipo di carta specifico, carta camoscina, carta pelleaglio (la carta dei salumi), carta per il pesce, per la carne, carta cerata, carta accoppiata, quella oleata e la carta per il fritto, che può essere carta paglia o velina e la carta paraffinata, diventata rarissima, perché a Palermo, le carte sono ancora quelle di una volta, da toccare e annusare, tutta un’altra storia rispetto alla bio-plastica e ai grandi Eat’s Food Store.


venerdì 15 luglio ore 21,30

da definire considerato che tale giorno per i palermitani è festa!!!!!!

Gianfranco Di Miceli, Gabriella Carlino (liutai)

Fabrizio Lupo e Valentina Console curatori della mostra, ospitata nella cappella del Marvuglia, dedicata al Teatro Popolare di Palermo. La mostra ricostruisce i tre ambiti del Teatro popolare che hanno caratterizzato la cultura siciliana e che Pitrè documentò durante la sua incessante attività di raccolta delle tradizioni dell’Isola.


venerdì 22 luglio ore 21,30

Micromuseo del grano e del pane/ Experience Smell Tasting

Micromuseo del grano e del pane di Borgo Santa Rita

Francesco Monterosso

Il Micromuseo del grano e del pane si trova nel Borgo Santa Rita in provincia di Caltanissetta ed è stato reso famoso da Maurizio Spinello che nel ’99 richiese la licenza e un prestito per concretizzare il suo sogno e aprire, con l’aiuto dei genitori, il Forno Santa Rita nell’omonimo borgo abitato da 10 persone, per lavorare i grani antichi siciliani. Il micromuseo si avvale di una serie di installazioni interattive/sensoriali e artefatti di comunicazione immateriali come infografiche, animazioni, documentari, progettate e realizzate da un team di giovani designer siciliani (graphic e interaction designer, sound designer, exhibition designer, informatici e videomaker), che costituiscono il focus dell’esperienza di visita al museo. Un viaggio didattico attraverso l’identità dei luoghi, le tradizioni e la cultura del Borgo Santa Rita. Attraverso il recupero di un Palazzetto baronale, il Micromuseo si configura come luogo di apprendimento e tutela dei saperi legati al mondo della coltivazione del grano e della panificazione.

Francesco Monterosso – Architetto e visual designer, è professore a contratto del Corso di Design Grafico dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Già professore  del Corso di laurea in Disegno Industriale (Facoltà di Architettura di Palermo 2006-2014), titolare di Assegno (2008-2012) e Dottore di Ricerca in Disegno Industriale (2002-2005), si è sempre occupato di temi legati al mondo del design e dei beni culturali, della comunicazione visiva e del digitale, partecipando a ricerche e convegni nazionali e internazionali.

In tale direzione, svolge attività didattica (Master e Corsi di Specializzazione presso Istituti ed Enti di Alta Formazione nell’ambito di progetti PON/POR/ FSE), di coordinamento scientifico e organizzazione di workshop, convegni e mostre.
Membro SID (Società Italiana di Design – Identità culturale e scientifica del design italiano) e socio professionista AIAP (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) è titolare di uno studio di design che si occupa prevalentemente di progetti integrati di comunicazione (online/offline) per aziende e istituzioni pubbliche e private.

Experience Smell Tasting: progettare l’esperienza olfattiva a tavola.

Tiziana Ponzio (da confermare)

Quello dello stare a tavola può essere considerato un viaggio dove entriamo in contatto con una moltitudine di odori inconsciamente codificati dalla nostra mente, ai quali però spesso non viene dato il giusto peso e significato.

Ma ogni ingrediente che si rispetti ha alle spalle una storia fatta di qualità, di tradizione e ha un odore che si esprimerà in tutta la sua essenza in un attimo. Sta a noi saperlo cogliere!

Proviamo per una volta a considerare la tavola come un esercizio esclusivamente olfattivo: “la tavola degli odori”…

È cosi che nasce “EXPERIENCE SMELL TASTING”: un percorso guidato tra i piaceri della tavola e il potere evocativo degli odori. Un evento dove il design e l’olfatto si sposano per offrire e accentuare la degustazione olfattiva legata al cibo tramite l’utilizzo di nuovi accessori che vanno ad amplificare il vissuto dell’esperienza e che, indirettamente, educano all’atto olfattivo a tavola. Una tavola quotidiana che muta l’archetipicità dei suoi artefatti, e li ripropone con piccoli accorgimenti, nel tentativo di mostrarne una nuova sensorialità olfattiva con l’obiettivo di amplificare la percezione e il ricordo di cosa si sta degustando. Il tutto con un unico fil rouge: l’olfatto

Dal percorso dell “ExperienceSmall Tasting” nasce “OL_factory Set”.

“OL_factory Set” è un set di 4 prodotti appositamente progettato con l’obiettivo di amplificare la percezione olfattiva durante la degustazione degli alimenti. Il set è composto da: “Giglio”, “Aroma”, “Nebula” e “Organo”. I prodotti per forma e funzione traggono ispirazione dal mondo della profumeria proprio per indurre consciamente a un approccio orientato all’esperienza olfattiva. I prodotti nascono come accessori da tavola ma hanno una duplice funzione, quella di educare indirettamente all’atto olfattivo attraverso dei “rituali di degustazione”, appositamente progettati, che si innescano nel momento in cui si interagisce con i prodotti del set.

Tiziana Ponzio – designer, si occupa di progettazione attiva nei campi del product design, interior design e olfactory design.

Nasce a Erice nel 1988, trasferitasi a Milano per studi universitari dove  frequenta la Facoltà del Design del Politecnico di Milano, conseguendo la laurea magistrale in Product Design for Innovation.Durante l’università comincia già l’attività professionale, collaborando con studi e designer come Studio ITO Design, Lorenzo Palmeri, con i quali ha curato progetti di varia natura e finalità, dal prodotto al furniture fino all’accessorio seguendo inoltre la progettazione di allestimenti fieristici e di interni. Dal 2013 collabora anche con Poli.design come design researcher su differenti progetti di ricerca nell’ambito dello “stategic design” e del “design thinking” per diverse aziende tra le quali: Cartier Paris; Panasonic; Stanhome; Mitsubishi Electric UK. Dal 2015 porta avanti un proprio progetto sperimentale nell’ambito dell’ofactory design  “Experience Smell Tasting: un percorso guidato  tra i piaceri della tavola e il potere evocativo degli odori”;  organizzando e progettando eventi di degustazione olfattiva. Vive e lavora a Milano


venerdì 29 luglio ore 21,30

Prof. Giuseppe Barbera

L’agrumeto storico di Villa Di Napoli (titolo provvisorio – da concordare il contenuto da scrivere/trattare)

Dott.ssa Teresa Torregrossa

Villa Di Napoli storia e stratificazioni (titolo provvisorio – da concordare contenuto da scrivere)

Allestimento dell’area della Piccola Cuba e del viale di accesso a cura della prof.ssa Agnese Giglia del corso di “ Allestimento degli spazi espositivi, con il coinvolgimento degli studenti del corso di Progettazione dei Sistemi Espositivi e Museali.

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